Superamento soglia 85k forfettari anche per errore

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 26 del 2026, ha chiarito che il superamento della soglia di 85.000 euro nel regime forfettario comporta l’esclusione anche se derivante da un errore materiale dell’ente pagatore. La permanenza nel regime è infatti vincolata al limite di ricavi o compensi stabilito dalla L. 190/2014. Nel caso esaminato, un medico ha percepito nel 2024 somme eccedenti per un errato inquadramento da parte della ASP. Nonostante il professionista abbia restituito tali importi nel 2025 e dimostrato la propria buona fede, l’Amministrazione Finanziaria ha adottato un’interpretazione rigida basata sul “principio di cassa” puro. Secondo l’Agenzia, ogni compenso percepito concorre al limite dei ricavi nell’anno di incasso, indipendentemente dalla legittimità dell’erogazione o da restituzioni future. Pertanto, l’incasso errato nel 2024 determina la decadenza dal regime agevolato a partire dal 2025. Per quanto concerne la gestione degli adempimenti, il contribuente non può correggere autonomamente l’errore omettendo le somme in sede di dichiarazione. È obbligatorio dichiarare l’intero importo certificato dalla ASP nella CU 2025, versare le imposte dovute (sostitutive o ordinarie) e solo successivamente presentare un’istanza di rimborso all’ufficio competente per recuperare quanto pagato sulle somme “fantasma” restituite. Questa posizione conferma il primato del dato formale e del momento finanziario rispetto alla sostanza economica dell’operazione. La pronuncia sottolinea l’importanza di monitorare i flussi in entrata per evitare sanzioni o esclusioni involontarie da regimi di favore a causa di errori di terzi.


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