Regime premiale ISA

di Fabio Pratesi, Dottore Commercialista




Introduzione

Hai una partita IVA, applichi gli ISA ogni anno e sai che esistono dei “premi” per chi ottiene punteggi alti. Ma probabilmente non hai mai avuto sotto mano una mappa chiara di cosa spetta, a partire da quale soglia, e soprattutto cosa rischi se il tuo punteggio è basso. Con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 123160/2026, emanato il 22 aprile 2026, le regole del regime premiale per il periodo d’imposta 2025 sono finalmente definite nel dettaglio. Vale la pena leggerle con attenzione, perché i vantaggi concreti — in termini di liquidità e di protezione dagli accertamenti — sono tutt’altro che trascurabili.


Cos’è il regime premiale ISA e come funziona

Gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) sono strumenti statistici che misurano il grado di coerenza e trasparenza fiscale di un contribuente rispetto al proprio settore di attività. Si applicano a imprenditori e professionisti che rientrano nei codici ATECO per cui sono stati approvati i modelli ISA. Il punteggio va da 1 a 10 e viene calcolato sulla base dei dati dichiarati nel modello Redditi.

Il Provvedimento n. 123160/2026 struttura i benefici del regime premiale su due direttrici principali:

1. Compensazioni e rimborsi IVA agevolati

Chi ottiene un punteggio ISA almeno pari a 9 può compensare in F24, senza dover apporre il visto di conformità sulla dichiarazione, fino a 70.000 euro annui di crediti IVA (sia annuali che infrannuali) e fino a 50.000 euro annui per le imposte dirette e l’IRAP. Le stesse soglie (70.000 euro) si applicano per ottenere il rimborso del credito IVA senza obbligo di garanzia fideiussoria.

Per chi si colloca su un punteggio almeno pari a 8 ma inferiore a 9, i benefici restano significativi ma con soglie ridotte: l’esonero per compensazione e rimborso IVA scende a 50.000 euro annui, mentre il limite per le imposte dirette e l’IRAP si ferma a 20.000 euro annui.

Attenzione: queste soglie sono cumulative nell’arco dell’anno e operano al di sopra dei limiti ordinari previsti dalla legge, vale a dire i 5.000 euro per le compensazioni (art. 17 del D.Lgs. 241/1997) e i 30.000 euro per i rimborsi IVA (art. 38-bis del D.P.R. 633/1972).

2. Tutele dagli accertamenti

Il secondo blocco di benefici riguarda la protezione dall’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate, anch’essa graduata per punteggio:

  • Punteggio ≥ 9: esclusione totale dalla disciplina delle società di comodo (art. 30 della L. 724/1994) e protezione dal redditometro, ovvero dall’accertamento sintetico del reddito complessivo (art. 38 del D.P.R. 600/1973), a condizione che il reddito accertabile non superi di due terzi quello dichiarato.
  • Punteggio ≥ 8,5: esclusione dagli accertamenti fondati su presunzioni semplici, sia ai fini delle imposte dirette (metodo analitico-induttivo, art. 39, co. 1, lett. d, del D.P.R. 600/1973) che dell’IVA.
  • Punteggio ≥ 8: riduzione di un anno dei termini ordinari di decadenza per l’accertamento ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA (artt. 43 del D.P.R. 600/1973 e 57 del D.P.R. 633/1972).

Quando conviene e perché: un esempio pratico

Immagina un professionista con un credito IVA annuale di 65.000 euro. In assenza di punteggio ISA elevato, per compensarlo in F24 dovrebbe far apporre il visto di conformità sulla dichiarazione — con tempi tecnici e costi professionali aggiuntivi. Se invece il suo punteggio ISA è pari o superiore a 9, può compensare quell’intero credito autonomamente, senza passaggi intermedi.

Lo stesso vale per i rimborsi: ottenere 65.000 euro dall’Agenzia senza dover presentare una polizza fideiussoria significa risparmiare il costo della garanzia bancaria (tipicamente tra lo 0,5% e l’1,5% annuo dell’importo garantito) e accorciare sensibilmente i tempi di incasso.

A ciò si aggiunge la riduzione del rischio di accertamento, che non è solo un beneficio teorico: un anno in meno di possibile contestazione significa una finestra temporale più stretta entro cui il Fisco può agire.

Un aspetto strutturalmente rilevante introdotto dal Provvedimento è il meccanismo della media biennale: il contribuente può accedere ai benefici non solo sulla base del punteggio dell’anno in corso, ma anche calcolando la media semplice tra il punteggio corrente e quello dell’anno precedente. Per i benefici che richiedono punteggio singolo di 9 (compensazioni/rimborsi, esclusione da società di comodo, esclusione redditometro), la media biennale deve risultare anch’essa almeno pari a 9. Per i benefici legati a soglie di 8 o 8,5, la media biennale richiesta è incrementata di 0,5 punti. Questo meccanismo tutela chi ha avuto un anno leggermente meno brillante ma mantiene uno storico coerente.


Attenzione a questi aspetti

Doppio ISA. Chi consegue contemporaneamente reddito d’impresa e reddito di lavoro autonomo deve applicare entrambi i modelli ISA (ove previsti) e raggiungere la soglia minima su ciascuno di essi. Non è sufficiente eccellere su uno solo dei due fronti.

I punteggi bassi hanno un costo. Il Provvedimento ricorda che i contribuenti con punteggio inferiore o uguale a 6 vengono inseriti nelle liste selettive per i controlli basati sull’analisi del rischio di evasione. Il basso punteggio ISA non è dunque neutro: orienta attivamente l’attività ispettiva.

Le soglie sono cumulative. I limiti di 70.000, 50.000 o 20.000 euro valgono complessivamente nell’anno, non per singola operazione. Superata la soglia, il visto di conformità o la garanzia tornano obbligatori per l’eccedente.

ISA non significa immunità. I benefici riducono il rischio di accertamento e ampliano alcune soglie operative, ma non precludono in assoluto ogni forma di controllo. La correttezza sostanziale delle dichiarazioni rimane il presidio fondamentale.


Conclusione

Il regime premiale ISA non è un’astrazione teorica: è uno strumento concreto che, per i contribuenti con punteggi elevati, si traduce in liquidità immediata e in una posizione difensiva più solida nei confronti del Fisco. Vale la pena costruire una strategia dichiarativa consapevole di questo meccanismo. Se vuoi capire quale sia la tua posizione ISA attuale e come ottimizzarla in modo legittimo e sostenibile, il nostro studio è a disposizione per una valutazione personalizzata.


FAQ

Il punteggio ISA si può migliorare prima di presentare la dichiarazione? Sì. È possibile inserire volontariamente ulteriori componenti positivi di reddito nel modello ISA per incrementare il punteggio, una scelta che va valutata caso per caso con il proprio consulente. L’operazione comporta un maggior carico fiscale, ma può aprire l’accesso ai benefici premiali. La convenienza dipende dall’entità dei crediti da compensare e dalla situazione complessiva del contribuente.

Se ho applicato l’ISA solo quest’anno, posso già usufruire della media biennale? No. La media biennale richiede punteggi per due anni consecutivi. Se il 2025 è il primo anno di applicazione dell’ISA, i benefici saranno valutati esclusivamente sul punteggio dell’anno in corso. La media biennale potrà essere sfruttata a partire dall’anno successivo, confrontando il 2025 con il 2026.

Cosa succede se supero la soglia di compensazione agevolata durante l’anno? Superata la soglia prevista per il proprio punteggio (70.000 o 50.000 euro per l’IVA), l’esonero dal visto di conformità non opera più per l’eccedente. Le compensazioni o i rimborsi aggiuntivi dovranno seguire le regole ordinarie, con obbligo di visto sulla dichiarazione o apposizione di garanzia, a seconda del caso.

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