Omaggi a dipendenti

Durante le festività natalizie, gli omaggi in natura offerti ai dipendenti, come cesti o panettoni, concorrono in linea di principio alla formazione del reddito di lavoro dipendente. Tuttavia, tali liberalità non sono soggette a tassazione se il loro valore complessivo rientra nella soglia di esenzione dei fringe benefit prevista per il periodo d’imposta. Per l’anno 2025, questo limite è stato innalzato a 1.000 euro per la generalità dei lavoratori e a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico. Ai fini della verifica della capienza, è necessario considerare il valore di tutti i benefit goduti nel periodo d’imposta, inclusi l’uso promiscuo dell’auto, i buoni acquisto e i rimborsi per utenze domestiche, affitto o interessi sul mutuo.

È cruciale prestare la massima attenzione al calcolo, poiché il superamento della soglia, anche per un importo esiguo, comporta la tassazione dell’intero valore erogato e non della sola eccedenza. Dal lato dell’impresa, i costi sostenuti per l’acquisto di beni da destinare a omaggio sono generalmente deducibili dal reddito d’impresa equiparati alle spese per prestazioni di lavoro. Diversamente, le spese per le cene di Natale aziendali rientrano tra quelle per finalità ricreative: sono deducibili nel limite del 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente e, trattandosi di somministrazione di alimenti e bevande, subiscono l’ulteriore limitazione della deducibilità al 75%.


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