di Fabio Pratesi, Dottore Commercialista
Hai rinnovato l’arredamento dopo una ristrutturazione? O forse hai comprato una lavatrice nuova, un frigorifero, una lavastoviglie? Molti contribuenti ogni anno lasciano sul tavolo una detrazione concreta e verificabile — il bonus mobili ed elettrodomestici — semplicemente perché non conoscono le condizioni per accedervi, o perché la compilano in modo errato. Vale la pena capire come funziona, soprattutto in vista della presentazione del Modello 730/2026.
Cos’è e come funziona
Il bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione IRPEF disciplinata dall’art. 16, comma 2, D.L. n. 63/2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 90/2013. Consiste nel recupero del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Per le spese sostenute nel 2025 — da dichiarare nel Modello 730/2026 — il limite massimo agevolabile è fissato a 5.000 euro, come confermato dalle istruzioni ministeriali al modello dichiarativo. La detrazione complessiva è quindi pari al 50% di 5.000 euro, ovvero 2.500 euro totali, suddivisa in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.
La Legge di bilancio per il 2026 (Legge n. 199/2025), art. 1, comma 22, ha modificato l’art. 16, comma 2, D.L. n. 63/2013 prorogando l’agevolazione anche per le spese sostenute nel 2026, garantendo così continuità alla misura.
Il presupposto indispensabile: la ristrutturazione
Per accedere al bonus è obbligatorio aver effettuato — o avere in corso — un intervento di recupero del patrimonio edilizio su un’unità immobiliare residenziale o sulle parti comuni di un edificio residenziale. I lavori devono essere stati avviati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. Per gli acquisti effettuati nel 2025, quindi, i lavori devono essere iniziati almeno dal 1° gennaio 2024.
Gli interventi ammessi comprendono:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità abitative;
- ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi (con stato di emergenza dichiarato);
- restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione di interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o cooperative edilizie che vendono o assegnano l’immobile entro 18 mesi dal termine dei lavori;
- manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione su parti comuni di edifici residenziali.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, nella propria guida aggiornata a gennaio 2026, che il bonus spetta anche a chi ha corrisposto solo gli oneri di urbanizzazione, o soltanto una parte delle spese dei lavori, o persino il solo compenso del professionista.
Quali beni sono agevolabili
Rientrano nel bonus i mobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.
Per i grandi elettrodomestici nuovi è richiesto il rispetto di precisi requisiti di classe energetica:
- forni: classe energetica non inferiore ad A;
- lavatrici, lavasciugatrici, lavastoviglie: non inferiori alla classe E;
- frigoriferi e congelatori: non inferiori alla classe F.
Sono agevolabili anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.
Quando conviene — esempio pratico
Supponiamo che nel 2025 tu abbia ristrutturato il bagno della tua abitazione (con lavori avviati a marzo 2024) e contestualmente acquistato una lavatrice di classe A, un frigorifero di classe F e mobili vari per un totale complessivo di 5.000 euro.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Spesa totale agevolabile | 5.000 € |
| Detrazione IRPEF (50%) | 2.500 € |
| Rata annua (su 10 anni) | 250 €/anno |
Nel 730/2026 potrai quindi portare in detrazione 250 euro, che andranno a ridurre direttamente l’IRPEF dovuta. Non si tratta di un rimborso a sé stante, ma di una riduzione d’imposta reale — a condizione che l’imposta lorda risulti capiente rispetto all’importo da detrarre.
Se la spesa sostenuta è inferiore a 5.000 euro, la detrazione si calcola sull’importo effettivo. Il tetto di 5.000 euro è un limite massimo, non un importo fisso.
Attenzione a questi aspetti
Modalità di pagamento inderogabili. I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente tramite bonifico bancario o postale, oppure con carta di debito o di credito. Non sono in alcun modo ammessi assegni bancari, contanti o altri strumenti non tracciabili. Un pagamento in contanti — anche parziale — preclude il diritto alla detrazione per quella spesa.
Documentazione da conservare con cura. È necessario conservare: le fatture di acquisto (con natura, qualità e quantità dei beni), le ricevute di bonifico o di transazione elettronica, la documentazione di addebito sul conto corrente. Per gli elettrodomestici, va conservata la documentazione che attesta la classe energetica; se il prodotto non è ancora soggetto all’obbligo di etichettatura, è sufficiente una dichiarazione del venditore in tal senso.
La manutenzione ordinaria su singola unità non è sufficiente. È un errore frequente: la tinteggiatura delle pareti, la sostituzione di pavimenti o infissi in manutenzione ordinaria su un appartamento di proprietà non danno accesso al bonus. La manutenzione ordinaria è agevolata solo se eseguita sulle parti comuni dell’edificio residenziale.
Limiti di spesa differenti per anni precedenti. Per chi deve recuperare o correggere detrazioni di annualità passate, attenzione: il limite era pari a 8.000 euro per il 2022, 5.000 euro per il 2023 e per il 2024. Applicare il limite sbagliato è un errore che può emergere in sede di controllo.
Conclusione
Il bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione concreta, ma richiede che tutti i presupposti — edilizi, oggettivi e documentali — siano correttamente soddisfatti. Un dettaglio trascurato in fase di dichiarazione può compromettere il beneficio o aprire la porta a contestazioni.
Se stai valutando se hai diritto all’agevolazione per le spese 2025, o se stai pianificando una ristrutturazione nel 2026, contattaci: valutiamo insieme la tua situazione e ti supportiamo nella compilazione corretta della dichiarazione dei redditi.
FAQ
Ho fatto solo lavori di tinteggiatura nel 2024: posso accedere al bonus mobili per gli acquisti del 2025? No. La tinteggiatura rientra nella manutenzione ordinaria delle singole unità abitative, che non figura tra gli interventi ammessi per le abitazioni di proprietà. Il bonus mobili richiede, per le singole unità, almeno un intervento di manutenzione straordinaria o di categoria superiore. La manutenzione ordinaria consente l’accesso all’agevolazione solo se eseguita su parti comuni di un edificio residenziale.
Ho comprato un elettrodomestico senza etichetta energetica: perdo la detrazione? Non necessariamente. Per i prodotti per i quali non è ancora previsto l’obbligo di etichettatura energetica, è sufficiente conservare una dichiarazione del venditore che attesti l’assenza di tale obbligo. È importante richiedere questo documento al momento dell’acquisto e conservarlo insieme alle fatture e alle ricevute di pagamento.
Posso usare il bonus mobili per un appartamento acquistato da un costruttore che ha ristrutturato l’intero edificio? Sì, a condizione che l’impresa di costruzione o la cooperativa edilizia abbia effettuato interventi di restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione sull’intero fabbricato, e che l’immobile sia stato venduto o assegnato entro 18 mesi dal termine dei lavori. In questo caso, l’acquirente può accedere al bonus mobili per i beni destinati all’appartamento acquistato.